Barentsburg è un viaggio nel viaggio.
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| Barentsburg |
Prima di parlarvi di Longyearbyen, vi parlo di un'escursione che da lì si può compiere in barca in questo magico insediamento russo, Barentsburg, abitato per lo più da minatori ucraini e russi e raggiungibile solo per mezzo di navi e di motoslitte (in inverno).
Io ho optato per la traversata in mare con una compagnia locale, la "Polarcharter". Ve ne sono parecchie che compiono la tratta in giornata ma questa mi è sembrata la più organizzata.
Ho prenotato dall'Italia qualche giorno prima di partire anche se avrei potuto non farlo essendo appunto in bassa stagione ma ho preferito essere sicura di accaparrarmi il posto ed il tutto direttamente dal sito che ho riportato nell'articolo precendente, visitsvalbard.com.
Purtroppo queste gite sono parecchio care: circa 180 euro! La durata della gita con annessa visita del ghiacciaio Esmark, è di 10 ore (1 e mezza trascorsa a Barentsburg) ed il prezzo è comprensivo di pranzo a base in questo caso di una succulenta zuppa di salmone 😋.
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| Ghiacciaio Esmark |
La partenza è alle ore 9 e ci si può trovare direttamente al porto oppure aspettare il pullman della compagnia che passa a prendervi nella cittadina di Longyearbyen in prossimità degli hotel.
Dopo una bella colazione sulla barca esco per godermi il panorama ed inizia la vera sorpresa: la vista di Longyearbyen ormai lontana e tutto il resto è solo mare artico, piccole montagne che sembrano disegnate, ghiacciai!
Mi sembrava non fossero i miei occhi a vedere questi panorami, queste distese infinite, queste immagini viste solo sul grande schermo, tutto sembrava irreale, è difficile poter spiegare a parole un simile paesaggio.
Poco dopo ora di pranzo arriviamo al villaggio che già da lontano mostra la sua architettura di epoca sovietica. Si intravede la ciminiera della centrale elettrica, le fabbriche tuttora in attività che estraggono carbone, le case abbandonate e dilaniate da diversi disastri che si sono abbattuti sul paesino e questa desolazione che affascina e lascia senza parole.
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| Busto di Lenin |
Scendo dalla barca ed il vento mi taglia la faccia ma non ho tempo per pensare, la guida mi aspetta per illustrarmi gli edifici principali, la scuola, qualche monumento in cirillico, la piscina, il palazzo simbolo della cultura e dello sport, il busto di Lenin, la cappella, le viuzze sconnesse e l'ufficio postale che ospita l'unico ristorante, hotel e bar. Il nostro gruppetto si incammina per le vie dell'insediamento dove non c'è anima viva, ogni tanto qualche stanco lavoratore che rientra a casa, qualche bambino che gioca con il nulla e tutto intorno, niente.
La prossima volta che tornerò alle Svalbard (perchè ci tornerò!!), voglio soggiornare qui perchè penso sia un'esperienza fuori dal comune. Forse solo paragonabile a quella provata in un paesino in Islanda, Djupavik, nel quale sono stata la scorsa estate e che me lo ha ricordato moltissimo, se non altro per il senso di abbandono percepito.
Inutile, sensazione che io adoro.
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| Alcuni turisti hanno spedito una cartolina dall'ufficio postale di Barentsburg! Che chicca! |
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| La scuola di Barentsburg. |
Per maggiori informazioni e prenotazioni:
visitsvalbard.com
polarcharter.com






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